Incontra l’espositore…

 

Mario Pandiani: Design rewind. Vedere un oggetto finito e immaginarlo sotto forma di altro da ciò che è: Mario Pandiani ama invertire la rotta progettuale, curvare a secco per destabilizzare l’ovvio e l’occhio di chi guarda. 

Il designer torinese definisce questo processo di ideazione “de-progettazione”. “Il mio interesse si concentra sull’individuazione di un punto di arrivo (un messaggio, una sensazione, un’emozione) e per arrivarci costruisco una storia attraverso ciò che trovo e ho a disposizione”. I singoli pezzi provengono da mercatini, soffitte e garage ma è quasi impossibile riconoscerne la vita precedente. Nella collezione assumono il ruolo di protagonisti o comprimari di un’altra vita: un armadio, un comodino, una lampada, uno scrittoio.

 

“Il riuso per me non è solo sinonimo di attenzione all’ambiente, ma anche di bisogno di de-contestualizzare l’oggetto comune”. Operae 2011 si prepara a essere il prossimo palcoscenico.

 

 


Pubblicato da operae