Sabine Schomber
Un realismo poetico del vestire.
Ho cominciato realizzando dei capi per me, poi per i miei amici, su misura. Fin dall’inizio mi sono sentita molto vicina ai materiali e agli strumenti del mio lavoro. Perciò mi sono attrezzata di un atelier che mi permettesse di operare liberamente fuori dai circuiti “istituzionali”. Restando fuori dalle “tendenze”, ho cercato di produrre uno spazio creativo e sintetico, organizzato sulla semplificazione dei processi operativi e su un’idea-guida ispirata al minimalismo. Ho rifiutato il momento spettacolare delle sfilate, per presentare le mie creazioni – che concepisco come “serie” e non come “collezioni” – nel mio atelier due volte l’anno, solo su invito. I modelli sono in edizione limitata, a volte in pezzi unici. Alcuni cambiano di stagione in stagione, altri rimangono, altri ancora possono essere ripescati e rielaborati a distanza anche di anni. Ho perseguito il progetto di approfondire il concetto di “abito” non come orpello decorativo, o espressione di uno status, quanto piuttosto come di un’entità che vive di volume proprio, che si modifica continuamente nella dialettica con il corpo umano, seguendo la naturale predisposizione della fibra e del tessuto. Sono abiti dalle forme essenziali e forti, raffinati nei dettagli, destinati nella loro vocazione ascetica ad incontrare il gusto di persone non omologate nel corpo, né nello spirito. Questi abiti non vogliono prefigurare la vita delle persone proponendo stili di vita con la prepotenza dell’informazione e della pubblicità, ma mirano ad accompagnare con grazia e naturalezza la vita quotidiana delle persone. In definitiva, essi rispondono ad una richiesta di onestà e di verità che inverte il normale sistema dei consumi.
- Roma, Italia
- http://www.sabineschomber.eu


